OBIETTIVI DEL RITIRO INTENSIVO
Vediamo solo il pezzetto su cui siamo concentrati, la nostra attenzione è puntuale invece che estesa a tutto l’orizzonte.
Per farlo dobbiamo avere controllo e abbandono, pazienza e gentilezza, arrendevolezza all’intento.
Allora possiamo cogliere la struttura che l’intento costruisce intorno a noi e agire con immediatezza in sintonia con esso ma al tempo stesso dirigendo il corso delle nostre azioni. La consapevolezza dell’esistenza del punto di unione e l’acquisizione della capacità di governarne il movimento nell’area definita dalle necessità dell’agguato, sono indispensabili ai fini della follia controllata.
A quel punto le azioni strategiche del guerriero non sono né una forzatura, né una finzione, ma il risultato di questo movimento o posizionamento volontario del punto di unione. Quando un guerriero raggiunge una determinata posizione il suo stato e le sue azioni sono vere, reali, ma al tempo stesso non hanno più il potere di inchiodarlo alla posizione stessa, perché lui sa che sono solo l’effetto di quella determinata posizione. Sa che tutto cambia non appena ci si muove e questo è il suo vero potere, la forza della conoscenza che lo rende libero.

