Salvaguardare l’energia è la questione chiave del Nagualismo, anzi è la questione chiave della condizione umana. Alla fine è l’unica cosa che conta. Se abbiamo energia sufficiente ogni impresa diventa possibile. La questione quindi è come fare per evitare di disperderla.
Il “segreto” in realtà è molto semplice e consiste in una differenza sostanziale tra le persone “comuni” e i guerrieri. Le persone comuni compiono ogni loro più piccolo atto (considerando atti anche i pensieri e i sentimenti) con lo scopo di confermare e rafforzare l’idea di se stessi e del mondo. Questo ha un costo energetico elevatissimo; noi non ci facciamo più caso, ma rimanere quello che siamo è faticosissimo, estenuante.
I guerrieri al contrario compiono ogni loro più piccolo atto con lo scopo di salvaguardare la propria energia, anzi usano ogni loro azione per rendere disponibile l’energia dispersa.
Semplice no?
L’agguato è l’arte che permette di operare questo risparmio energetico, dunque non va sottovalutato. L’agguato è l’attività centrale dei moderni veggenti, ma è indispensabile che esso venga armonizzato per mezzo di una stretta relazione con l’intento. Inoltre tutte le attività legate alla pratica dell’agguato devono fondarsi e trarre la loro energia dalla lotta alla concentrazione su se stessi. La contrapposizione tra la nostra condizione di continua apprensione, il bisogno di ripetizione di noi stessi e invece la presenza costante dell’impersonalità astratta dell’intento è il solo modo per fare sì che l’agguato diventi veramente un’arte e non un’ulteriore manifestazione del proprio senso di importanza personale. In tale caso i guerrieri riescono a mettere in atto il comportamento tattico che viene definito come “follia controllata”.

Il vero cambio nell’uso dell’energia disponibile ha origine dalla comprensione della nostra reale situazione. Infatti l’interpretazione del mondo e di noi stessi è così stabile grazie all’uso di veri e propri “rituali magici”. Questi rituali hanno la funzione di canalizzare la nostra attenzione puntandola in direzioni predeterminate dall’intento specifico del rituale stesso. Dato che l’attenzione funge da guida per l’energia si ottiene così anche la canalizzazione energetica relativa alla stabilizzazione del punto di unione.
Ma in che cosa consistono questi rituali magici?
Sono ciò che fai tutti i giorni. Sono le abitudini, specialmente i cicli interiori pensiero-sentimento-azione. E’ la fissazione su particolari insignificanti della realtà, cioè il modo abituale di con cui usiamo l’attenzione. E’ il considerare alcune cose importanti e molte altre no, dimenticando che in ogni atto che noi compiamo c’è in gioco la nostra energia disponibile. E’ il sottostare alla sequenza del dialogo interno. E’ indulgere nella ripetizione dei soliti sentimenti, di noi stessi…..e molto altro. Praticamente tutto ciò che fa di noi “esseri umani” o che noi crediamo ci renda tali.
Nell’essere umano c’è molto di più, noi non facciamo altro che lottare contro la nostra natura per tutta la vita; infine, quando viene il momento di abbandonare la meraviglia del mondo, solo per un momento ci guardiamo intorno rendendoci conto dell’occasione perduta.

Per cosa poi?   Per delle assurdità senza senso….

7 pensieri su “Salvaguardare l’energia

  1. Matteo dice:

    Buon giorno Sig. Baston. Volevo chiedere una cosa : E’ possibile che in base alla troppa sensibilità, in riferimento al modo in cui una persona percepisce tutto quello che ha attorno, essere nati senza forma umana? O parzialmente senza? Come se al posto di un già fastidioso grosso buco nella zona della volontà ,uno fosse composto da due sfere sovrapposte che ogni tanto si toccano, ma per lo più nel mezzo c’è neanche un buco, ma un autostrada?
    Grazie per la cortesia. Matteo.

    • Marco Baston dice:

      Noi nasciamo senza forma umana, la si acquisisce poi con i processi educativi e di socializzazione. Può anche succedere che la forma non sia così stabilizzata ma, in quel caso, come persone normali diventiamo dei disadattati. Ovvero non è una condizione auspicabile se prima non si è sviluppata la giusta disciplina. Non dipende comunque dalla maggiore o minore sensibilità, casomai può renderci più influenzabili, ma è un’altra cosa.

      • Matteo dice:

        Ti ringrazio per la gentilezza Marco. Ma diciamo che disadattato è ampiamente ancora troppo generoso rispetto alla mia condizione.
        L’altra alternativa che ho preso in considerazione è che per qualche ragione il punto di unione sia rimasto stabilizzato nel posto che io chiamo della pietà totale. Esiste vero?
        Ho ordinato su amazon due tuoi libri. La soglia dell’energia e quello sul suggeritore.
        Arriverà prima quello sul suggeritore. Io lo chiamo spesso ringhio, alla Malanga.
        La cosa anomala, ma tipica della mia vita, è che due giorni prima di ordinare i tuoi libri…Sono spariti dalla mia libreria i libri di castaneda in mio possesso. Adoro quando mi capitano queste situazioni senza logica.
        Grazie ancora per la cortesia. nella risposta. Buona serata.

  2. Matteo dice:

    Marco scusami se ti disturbo ancora, ma volevo chiederti qualche altra cosa. Quello che io chiamo punto della pietà totale nel tuo libro è chiamato punto dell’apprensione. Quindi mi hai già risposto indirettamente.
    Bello il libro sul suggeritore, 74 pagine alla prima lettura. Alla seconda diventano 7400…
    Altra domanda: E’ corretto che quando si usa la visione laterale, tutto il paesaggio tende a non attirare l’attenzione, mentre le ombre l’attirano in maniera incredibile fin che riesco ad avere un minimo di concentrazione? Dimmi pure se è solo una mia impressione. Quelle più inquietanti che ho visto erano di due bandiere mosse lievemente dal vento. Non una bella sensazione..
    Grazie ancora per la cortesia e per la scialuppa di salvataggio che metti in acqua per gli altri con i tuoi libri.

  3. Nun dice:

    Buongiorno,
    Avrei alcuni quesiti da porle.
    Se non ho compreso male, l’agguato permette di rendere disponibile una certa quota di energia altrimenti bloccata nel punto d’unione ordinario. È come se, cambiando angolazione, si liberasse quell’energia che viene utilizzata normalmente per mantenere l’angolazione abituale.
    Quindi l’assunzione di una nuova angolazione richiede meno energia e per questo ne ho una certa quota libera? Oppure questa energia fluisce spontaneamente nella nuova angolazione ed è questa che mi porta vantaggio?
    Se non è così, come mi accorgo di questa disponibilità? Come posso fare confluire questa energia in “finalità non ordinarie”? Come definire quali sono le attività non ordinarie da scegliere?
    “Non ordinarie” significa solo non usuali? Diverse dal solito? O qualcosa di più preciso?
    Grazie

    • Marco Baston dice:

      Devo prima chiederti una cosa: hai letto La soglia dell’energia? Perchè nel libro tutte queste questioni sono trattate ampiamente.

  4. Matteo dice:

    Buongiorno Marco. Ho visto il tuo video sulla differenza tra cacciatori e sognatori.
    Ho capito. Complimenti per l’ironia e la spietatezza.

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