DSC02106La reiterazione fonda la sua potenza su di un principio molto semplice: non c’è niente come la ritualità in grado di canalizzare l’attenzione. Questo è un fatto che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, anche se non ce ne rendiamo conto. La stabilità del mondo in cui viviamo si basa esattamente su questo principio.
L’insieme delle nostre abitudini, le convinzioni, la ripetizione di schemi comportamentali, di pensiero ed emotivi, questi sono tutti atti rituali eseguiti proprio al fine di mantenere l’allineamento corrente, la stabilità dell’inventario umano. Chiaramente la destrutturazione di tutto questo è principalmente materia dell’agguato, però l’applicazione pratica della reiterazione nella versione dei moderni veggenti affianca e rinforza l’azione dell’agguato armonizzandolo con l’intento.

I Toltechi infatti giunsero a una conclusione molto semplice: lo stesso meccanismo può essere sfruttato con il fine esattamente opposto: muovere il punto di unione per poi fissarlo in nuove posizioni.
Non è una novità, in molte parti del mondo si sono resi conto della forza di questa tecnica. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, tale opportunità viene utilizzata nello stesso modo degli antichi veggenti, il che, alla fine, non porta molti vantaggi rispetto alla modalità ordinaria.

Che cosa fecero quindi questi antichi veggenti?

Quello che fa ogni essere umano non appena si trova di fronte alla consapevolezza di poter usare gli atti rituali come strumento per modificare il suo stato di percezione: credettero che l’efficacia risiedesse nella forma esteriore invece che puntare alla modalità dell’attenzione.

Così ammantarono tutta questa parte del loro operato di sacralità, segreto, soprannaturale….rituali, formule, incantesimi, oggetti di potere, simboli magici…..ti ricorda niente? C’è ancora un sacco di gente che ci casca, ma il potere non sta nell’oggetto, nè nel simbolo, nè nelle formule: il potere sta nella modalità dell’attenzione. Sei tu il percettore e non hai bisogno di niente altro che della tua connessione con l’intento.
Quella del rituale è una delle trappole più immediate e peggiori in cui si possa cadere; di certo non guida alla libertà, ma va in direzione diametralmente opposta. Ci si riempie di orpelli e cose inutili, dannose; invece di spezzare catene se ne realizzano di molto più forti…..catene in lega speciale.
Certamente l’intento canalizzato dall’attenzione è in grado di generare oggetti e simboli efficaci, ma solo se sostenuti da un essere che si collega all’intento predeterminato. Il rituale in sè non vale nulla.

I nuovi veggenti ripresero il principio che sta alla base di tutto questo ma modificarono radicalmente la sua applicazione pratica togliendogli ogni velo di sacralità. Anzi riuscirono anche crearne delle versioni umoristiche proprio con l’intento di prendere la maggior distanza possibile dalla modalità degli antichi veggenti.
Nel libro spiego in modo abbastanza dettagliato come procedere per mettere in atto tecniche reiterative, molto sinteticamente però posso riassumere come i punti chiave che i nuovi veggenti ritengono perfettamente funzionali:

determinare un preciso intento
la reiterazione di atti consueti o inconsueti in una serie non ordinaria
collegare questi atti all’intento prima determinato
attivare l’intento

Nella pratica la reiterazione consiste nella ripetizione seriale e ciclica di azioni non ordinarie oppure di azioni ordinarie inserite in un contesto estraneo o in una serie non ordinaria. Questi possono essere veri atti materiali, che si dovrebbero organizzare ad hoc, o anche serie di stati d’animo, alternanze di silenzio interiore, oppure tutto mescolato insieme ma con una ciclicità ben precisa. La ciclicità è importante perché è ciò che di fatto catalizza l’attenzione. Questi cicli di azioni devono essere accompagnati dall’intensificazione dell’attenzione finalizzata ad un intento specifico.

Al momento in cui l’attenzione è stata perfettamente canalizzata dalla serie reiterativa, allora la serie stessa viene spezzata, interrotta di colpo, uscendo dal ciclo di ripetizioni. Tutta l’attenzione si libera rendendo disponibile l’energia connessa; l’abilità in quel momento sta nell’evocare l’intento accompagnando il flusso energetico con un cambio volontario nella nostra modalità del tempo.

Un pensiero su “Reiterazione

  1. Fabio dice:

    Sto facendo questa tecnica
    mi sto trovando bene
    solo questa sto facendo e basta
    una cosa alla volta
    la mente vuole cose semplici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *