DSC02127Le pratiche di interazione rappresentano un punto centrale per il mio lignaggio dato che rappresentano l’applicazione pratica del movimento parallelo del punto di unione.
Quanto ho appreso mi è stato trasmesso fondamentalmente ricorrendo a questa possibilità. Più esattamente questa è la forma più sicura e ritengo anche efficace per raggiungere la comprensione dell’esistenza del punto di unione e della possibilità di manovrarlo volontariamente.

Per potere accedere a tale opportunità, alla padronanza del movimento parallelo, è però necessario che l’apprendista sia in grado di percepire e seguire con estrema esattezza e disciplina i cambi di stato di altri esseri o le modificazioni ambientali collegate alle variazioni della configurazione energetica. Per farlo naturalmente deve riuscire ad ottenere, con le sole sue forze, un primo movimento del punto di assemblaggio.
Siamo dunque ancora al gatto che si morde la coda?
No. Questa volta no.
Colgo l’occasione per fare una breve e molto stringata descrizione del metodo di insegnamento che Felipe e il suo gruppo di veggenti hanno usato nei miei confronti; che è quanto sto cercando di fare anche io con le persone che seguono i miei incontri (certo con molta meno abilità e parecchi limiti).

Come dicevo quindi tutta la prima parte dell’apprendimento, quella più ardua perchè apparentemente priva di progressi tangibili, si concentra nello sforzo di convincere il praticante a lasciar muovere il punto di unione in una direzione prestabilita. L’insegnante, oltre a fornire tutti gli strumenti necessari per consentire questo movimento (che sono i più vari, anche a seconda della capacità di improvvisazione dell’istruttore), deve fare sì che tale movimento avvenga con la modalità corretta, cioè come risultato di una combinazione di agguato e intento.
Quando l’apprendista ha imparato il tipo di movimento utile ed è in grado di ripeterlo a volontà, allora ha inizio la parte più interessante. L’insegnante deve condurlo a usare questo primo spostamento come trampolino per agganciare movimenti più profondi che possono ottenersi in diversi modi.
Per interazione si intende, molto sinteticamente, la possibilità di eseguire movimenti del punto di unione in parallelo con altri esseri o forze o comunque di adeguarsi ad allineamenti non ordinari. Questa pratica può essere eseguita sia partendo dallo stato di veglia che nel sognare, ma deve sempre essere scelta volontariamente e consapevolmente e si deve essere in grado di sganciarsi al momento in cui lo decidiamo.
L’interazione fondamentale, quella più potente e che offre le migliori possibilità, avviene con le emanazioni della terra. In genere si inizia attuando questa interazione con i luoghi di coincidenza fino a giungere a interagire direttamente con la terra come essere consapevole. Poi naturalmente ci sono gli esempi attuati dall’insegnante a beneficio degli apprendisti. In questo caso l’insegnante attua un movimento del punto di unione che l’apprendista, dal suo stato di silenzio interno, dovrebbe essere in grado di seguire.
Esiste ovviamente la possibilità di interagire con ogni essere vivente e anche con forze pure (fino all’intento stesso o alla forza rotante).
Chiaramente rientrano nelle tecniche di in interazione anche tutte le pratiche relative agli esseri inorganici, ma qui il consiglio è di andarci coi piedi di piombo. La terra e le forze pure sono esenti da interessi personali, non altrettanto gli amici inorganici.

4 pensieri su “Interazione

  1. rossella dice:

    Una domanda: quando in un luogo energetico percepisco un “amico” inorganico con che cosa sto interagendo, con la terra, l’ essere inorganico (che è consapevole della mia presenza) o con entrambi?
    Grazie per l’ottimo sito.

    • Marco Baston dice:

      Ciò con cui possiamo interagire nel nostro mondo sono le unità mobili degli esseri inorganici che si proiettano fino a noi in condizioni adatte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *