LE POSIZIONI DEL SOGNO

In questo articolo parliamo dell’arte di sognare. I Toltechi usano la padronanza del sogno come chiave per le posizioni non ordinarie del punto di unione….o almeno questo è l’aspetto più evidente e conosciuto dell’arte di sognare. In realtà questa maestria è anche la chiave per comprendere la natura della posizione ordinaria del punto di unione.

Partiamo da un presupposto: ciò che chiamiamo realtà non è altro che una delle innumerevoli posizioni del sogno. E’ una posizione altamente coerente e coercitiva perchè condivisa e sostenuta dall’intero genere umano. Diventa così coerente da escludere la reminiscenza di ogni altra possibile posizione.

Ti offro un’altra indicazione. Per ottenere quello stato che i Toltechi chiamano “vedere” non bisogna fare altro che “svegliarsi” senza riaddormentarsi in un’altra posizione del sogno. A quel punto ci si trova nella predominanza del corpo energetico e si percepisce il mondo come energia.

Ma cominciamo dall’inizio.

Quando ci addormentiamo e sognamo noi recuperiamo la nostra naturale condizione di viaggiatori dell’infinito. Il punto di unione si muove liberamente, allineando elementi di altri mondi (o anche interi nuovi mondi). Il sogno ha una funzione di recupero energetico; mantenere la posizione ordinaria del punto di assemblaggio richiede tutta la nostra energia e noi ci esauriremmo fino a morire se non disponessimo di un sistema di ricarica. Questo sistema consiste nell’addormentarsi e sognare, permettendo così che il punto di unione si muova liberamente “accendendo” nuovi campi energetici ed ottenendo da questa accensione l’energia necessaria per garantire la sopravvivenza dell’essere.

Nel sogno normale però il movimento è casuale, caotico e pieno di elementi irreali, creati dalla nostra capacità e abitudine di interpretazione.

I guerrieri imparano a disciplinare il movimento del punto di unione che avviene naturalmente nel sogno, così possono spostarlo volontariamente e fissarlo in nuove posizioni, fino a fornirle della stessa coerenza di quella ordinaria. Arrivano anche a sognare nuove posizioni condivise con altri guerrieri (potremmo definirle le realtà alternative degli stregoni) oppure a svegliarsi mantenendo la posizione ottenuta nel sognare e sviluppando così un nuovo corpo, il corpo di sogno o doppio.

Per ottenere risultati di questa portata serve un lungo lavoro che investe la propria esistenza nella sua totalità. Esistono persone che sono naturalmente portate per il sognare (i Toltechi li chiamano sognatori); queste hanno facilità nell’ottenere sogni lucidi o i cosidetti “voli astrali”. Questo però non basta, tale capacità deve venire inserita all’interno di una disciplina complessiva che consente di seguire un percorso energetico ben preciso. Generalmente il sognare dei sognatori naturali è casuale, privo di mete esatte e di linearità.

La questione è che esistono delle barriere energetiche che, se non vengono superate, attraversate correttamente, privano della capacità di disporre di una lucida visione della natura energetica delle nuove posizioni del sogno. In parole povere si va avanti ma senza sapere dove ci si trova (a meno che non si incontri aiutanti fidati nel proprio sognare, ma questo è molto raro, in linea di massima è meglio non fidarsi troppo degli sconosciuti).

Carlos Castaneda ne “L’arte di sognare” parla di varchi del sognare, si tratta di vere e proprie soglie energetiche che non riguardano solo il sognare ma tutte le attività dei guerrieri, quindi anche agguato e intento. Per superare questi varchi nel giusto modo bisogna coordinare le proprie azioni eseguendo un’adeguata ricanalizzazione dell’energia disponibile.

Il mio consiglio è quello di usare l’agguato per il sogno, anche se si è sognatori naturali. Questo modo di avvicinarsi al sognare fa sì che la nostra attività onirica si fondi su una solida disciplina che finisce per riverberarsi nelle posizioni del sogno acquisite.

Ciò che noi siamo in stato di veglia si ripete nel sognare, cosicchè se non raccogliamo l’attenzione da svegli poi non ne avremo a disposizione mentre dormiamo. Ma esaminiamo alcuni varchi e vediamo come collegare ciò che facciamo di giorno con la nostra attività notturna.

Il primo atto di un aspirante sognatore è eseguire sogni lucidi a volontà; cioè rendersi conto di stare sognando mentre si sogna e farlo volontariamente. Ci sono molti metodi per ottenere questo risultato (li descrivo nel mio libro “La soglia dell’energia” e non è possibile riportarli qui per ovvi motivi di spazio), io però te ne consiglio vivamente uno: ricanalizzare durante lo stato di veglia l’energia impegnata in attività inutili e usarla per “intendere” il sognare.

Nella pratica procedi come segue. Come attività inutile prendiamo un’abitudine. Eliminare le abitudini è in effetti uno dei sistemi più efficaci per ottenere sogni lucidi perchè si elimina la ritualità dallo stato di veglia. Diciamo che ci concentriamo su un’abitudine “interna”, cioè su quei cicli pensiero – sentimento – azione di cui le nostre giornate sono costellate. Di solito sono particolari della nostra esistenza che tornano ciclicamente durante la giornata e ci fanno andare in loop, cioè ripetere gli stessi pensieri e sentimenti. Può essere una situazione sul lavoro, in casa, nelle relazioni personali. Di fatto basterebbe pensarci una volta sola e giungere a una decisione per poi staccarsene definitivamente, ma di solito non è così.

Il modo in cui questi cicli inchiodano la nostra attenzione è lo stesso che si ripete nel sogno normale e ci impedisce di renderci conto di stare sognando fissando la nostra attenzione su particolari del sogno. In realtà è l’energia disponibile che, tramite la fissazione dell’attenzione, viene canalizzata e consumata sostenendo tale canalizzazione. I guerrieri usano l’agguato in questi casi.

Si interrompe il dialogo interno, ci si sposta nell’area della volontà (il centro di potere intorno all’ombelico) e si ricanalizza l’energia intendendo il sognare, cioè emettendo dalla volontà stessa il comando di essere consapevoli di sognare mentre si sogna. Per migliorare l’efficacia si evoca la sensazione del sogno (specie se si sono già fatti songi lucidi), ricordando così al proprio corpo la reale natura del mondo in cui viviamo.

Eseguire sogni lucidi a volontà corrisponde a superare il primo varco del sognare.

Il secondo varco consiste nel costruire il sognare, ovverosia sostenere la nuova posizione del sogno acquisita più a lungo possibile, fino a fornirla della stessa coerenza di ciò che chiamiamo realtà.

Per farlo, nella pratica, il sognatore usa la sua attenzione del sogno per mantenerlo così com’è, evitando che cambi in un’altro sogno o che gli elementi del sogno stesso si trasformino. Insomma deve acquisire la stessa stabilità e concretezza della realtà ordinaria. Questo è un momento davvero stupefacente. A mano a mano che il sogno acquisisce stabilità tutto diventa così reale da superare persino lo stato ordinario e si ottiene anche la capacità di agire nel sogno e sul sogno a propria volontà. Per arrivare a stabilizzare la nuova posizione il sistema migliore è avere uno scopo prefissato: raggiungere un certo posto, compiere determinate azioni. Ciò che conta è avere deciso prima, in stato di veglia, qual’è l’aspetto pratico da ottenere nel sognare e riuscire a ricordarlo e portarlo a termine. A questo stadio l’ostacolo consiste nella nostra abitudine ad agire per mezzo del corpo fisico. Nel sognare noi ci troviamo nella predominanza del corpo energetico, siamo il nostro corpo energetico, cioè noi stessi e quindi per agire dobbiamo usare il corpo energetico.

Hai presente quei sogni nei quali vorresti correre ma non ci riesci? Sei come incollato al suolo. Bene il problema è che stai tentando di usare il corpo energetico come quello fisico: non può funzionare. C’è un esercizio che si fa nel sognare per imparare ad agire col corpo energetico.

Ci si sposta per mezzo della volontà (l’area intorno all’ombelico). Nel sognare si lanciano le fibre di energia da questa zona del corpo fino al punto dove vogliamo andare e poi ci si lascia “tirare”; in un attimo ci si ritrova lì.

Questo è anche preparatorio al superamento del terzo varco che consiste nel cambiare sogno a volontà, cioè lasciare che il punto di unione si sposti e poi fissarlo in un’altra posizione, tutto direttamente nel sognare, svegliandosi da un sogno all’altro.

Non abbiamo lo spazio per trattare tutti i varchi del sognare, ma del resto nessuno spazio è sufficiente considerando che il sognare apre le porte dell’infinito.

8 pensieri su “LE POSIZIONI DEL SOGNO

  1. Nagualdreamer dice:

    E’ una mia impressione o la descrizioni dei varchi data è leggermente differente da quella che espone Castaneda ne l’Arte di Sognare? Nel senso che il secondo dovrebbe essere parte del primo (” Una volta arrivati al varco, dobbiamo attraversarlo con l’aiuto della nostra capacità di sopportare la vista di ogni elemento dei nostri sogni.” – Don Juan) mentre il terzo è la parte iniziale del secondo (secondo la numerazione di Castaneda).

    L’esercizion di “cambiare sogno” (tutti i modi per causare un cambio di sogno) viene utilzzato come esercizio per allenare la capacità di agganciarsi agli esploratori e seguirli mentre il secondo varco in se ha a che fare con l’intendere di agganciarsi all’esploratore e culmina (secondo Don Juan) nella comprensione del mondo inorganico e nel rifiuto di quest’ultimo come possibilità.

    ps: scusa il mio nickname un po’ pretenzioso, ma mi piace come suona 🙂

    • Marco Baston dice:

      Ciao, il nome è simpatico dai, basta non prenderlo troppo sul serio.
      In effetti le cose (per la mia esperienza) sono più elastiche di come descritte da Castaneda. Può darsi che questo dipenda anche dalla storia del lignaggio e dalla struttura del lignaggio stesso. Tieni presente che la regola è infinita e comprende di conseguenza una enorme quantità di varianti, che dipendono anche dalla esatta modalità del tempo.
      Inoltre sempre per la mia esperienza e ciò che mi è stato insegnato, la questione dei varchi non riguarda solo l’attività del sognare, ma tutto. Quindi agguato (ricapitolazione, eccetera), connessione con l’intento, tutto. E il superamento di questi varchi dovrebbe andare di pari passo in tutti gli aspetti del nagualismo, altrimenti il guerriero risulterà sempre piuttosto squilibrato o carente da qualche parte.

      Ciao

  2. Sam dice:

    Il fatto che i varchi non coincidano non ha importanza, ci sono molti sistemi tra cui ricordo quello dei varchi del sogno degli sciamani australiani ma alla fine la sostanza è quella. Sono abilità di base imprescindibili per un guerriero, sono come le cinture nelle arti marziali. Seguo la via del nagualismo tolteco da diversi anni ormai e solamente ora mi rendo conto veramente dell’importanza della disciplina e quindi del praticare per addestrare la percezione. Ho sempre sofferto interiormente per il fatto di non poter fare sogni lucidi (OBE, viaggi astrali…etc etc) a volontà ma di dovermi accontentare di sporadiche esperienze causali seppur alcune molto significative e intense. Solamente ora mi rendo conto della mia stupidità e pigrizia, mi lamentavo ma non facevo nulla di concreto. L’esperienza mi ha dimostrato quello che anche tu Marco scrivi nel tuo libro, senza ricapitolazione e contemplazione il sognare VERO è solo un miraggio e difatti da quando pratico seriamente queste due cose (che prima conoscevo ma ero pigro) ho avuto sogni lucidi molto intensi e decisamente piu formativi.
    Una domanda sul doppio e sul corpo energetico. In materia esistono molte classificazioni differenti e ogni sistema esoterico descrivono questi corpi in maniera diversa tuttavia io l’ho capita così anche per esperienza diretta:
    il corpo energetico è soltanto un corpo “fantasma” che noi proiettiamo nei sogni lucidi e non e che trae la sua origine dalla nostra energia. Tuttavia è appunto fantasma e quindi ha poca consistenza, non può operare fuori da certi limiti.
    Il doppio è invece un corpo energetico che si sviluppa con l’esperienza e la pratica forgiandolo, sviluppandolo e che ha una sua influenza anche oltre iconfini del sogno. Don Juan proiettava il doppio anche sul piano fisico ma un corpo energetico fantasma non può farlo.
    Il doppio è il corpo in cui vivere una volta che quello fisico muore mentre quello fantasma non può sopravvivere, al limite diventa un parassita di altri esseri viventi e con scarsa consapevolezza.
    Secondo te sono giuste le mie conclusioni? Si tende sempre a fare un pò di confusione tra corpo energetico e doppio.

    • Marco Baston dice:

      Ciao, è vero c’è molta confusione riguardo corpo energetico e altri, doppi, eccetera. Meglio mettere un po’ di ordine.
      Quello che mi è stato insegnato e che ho sperimentato è che, in realtà esiste solo il corpo energetico o, se preferisci, il sognatore. Gli altri sono suoi prodotti. La cosa è logica sul piano energetico. Così come il mondo materiale che percepiamo è un aspetto dell’energia prodotto dalla percezione e nella realtà ciò che esiste alla base è solo l’energia, lo stesso vale per noi stessi; siamo un conglomerato di campi energetici organizzati, cioè il corpo energetico. Questo poi produce “doppi”, funzionali alle diverse posizioni del punto di unione. Noi conosciamo una sola posizione, quindi usiamo un solo doppio, il nostro corpo fisico che è comunque reale. Le tecniche del sognare non servono per farsi delle gite, bensì per riacquisire la padronanza del corpo energetico, svilupparlo, prepararlo. Nei sogni lucidi noi siamo il corpo energetico, per questo abbiamo a disposizione l’intento. Il corpo energetico è quello che è in grado di intendere e può anche intendere di produrre proprie emanazioni, esattamente come fanno gli esseri inorganici quando inviano “alleati” nel nostro mondo. Di corpo energetico però ce n’è uno solo, perciò va tenuto da conto.

  3. Sam dice:

    Il discorso fila, in pratica il nostro è un lavoro dove ci si riappropria del corpo energetico. Don Juan disse a Carlos che l’uomo comune ha il doppio molto “lontano” perché non lo usa coscientemente. Io penso che per lontano intendesse non fisicamente ma dal punto di vista percettivo, un qualcosa di cui a livello subcosciente sai che c’è ma a livello cosciente ignori e non ascolti più. Altra cosa, leggendo un libro sul nagualismo di Ripler lui dice che il sognatore viaggia nei vari reami e forma lo shabono, non spiega cosa sia ma penso che questo shabono sia proprio il doppio. In pratica più posizioni del punto d’unione uno allinea e più energia acquista rafforzando il doppio che non sò perché chiama shabono.

  4. Fabio dice:

    Marco
    per accrescere l’intento
    agguato ricapitolazione contemplazione e sognare vanno di pari passo?
    Solo questo devo fare? Perchè io dopo aver aumentato l’intento mi sono perso in altre tecniche spirituali che non avevo mai fatto

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