INTENSIFICARE LA CONSAPEVOLEZZA (apparso su Bioguida)

Riprendiamo il filo che avevamo iniziato a svolgere nel precedente numero di Bioguida. In quell’occasione ho accennato al concetto di disponibilità energetica, introducendo alcuni altri punti: agguato, allineamento, dialogo interno… Per i Toltechi c’è un’unica azione che conta: intensificare l’attenzione. Come esseri di pura consapevolezza noi possiamo procedere in due sole direzioni: verso l’intensificazione della consapevolezza stessa oppure verso la sua lenta degradazione. Ogni atto che compiamo ci spinge in una o nell’altra direzione. Basta guardarsi intorno per comprendere verso quale direzione ci porta la nostra struttura sociale. Le cause sono molteplici, ma in questa occasione voglio solo cercare di indicare la direzione.

Per farlo devo spendere qualche parola sul concetto di punto di unione. Quando si percepiscono gli esseri umani come energia, come conglomerato di fibre energetiche, si nota un’area che appare intensamente accesa e connessa ai campi di energia che costituiscono il mondo percepito. Quest’area viene chiamata dai Toltechi “punto di unione” dato che appare come ciò che permette l’allineamento dei campi energetici interni ed esterni all’essere luminoso. Quello è il punto in cui si unifica la percezione, in cui si organizza la consapevolezza.

La parte interessante però è che la natura del mondo che ci circonda e di noi stessi dipendono dalla posizione del punto di unione. Quando questo assume una nuova collocazione il mondo cambia, fino alla possibilità di allineare interi nuovi mondi. Allo stesso modo si modifica la natura dell’essere che sta manovrando il suo punto di unione. In altre parole l’appartenenza ad una determinata forma e al mondo in cui si vive è determinata dalla esatta collocazione del punto di unione. Questa posizione viene appresa dai propri simili, potremmo dire dall’intento sociale collettivo ed è mantenuta grazie alla continua ripetizione mentale delle caratteristiche della realtà. Insomma il dialogo interno. Questa condizione di relativa immobilità del punto di unione però, non essendo naturale, richiede l’impiego di tutta la nostra energia disponibile, il che porta ad un inevitabile deterioramento della qualità della consapevolezza che si affievolisce di pari passo con la disponibilità energetica.

Normalmente per “ricaricarsi” gli esseri umani si addormentano e sognano. Mentre sognamo infatti il punto di unione si svincola dalla sua area abituale, accende nuovi allineamenti rendendo disponibili nuove quote di energia (che provvederemo regolarmente a sciupare durante lo stato di veglia). Le terre del sogno sono aree nelle quali i mondi si intersecano, dove tutti gli allineamenti sono possibili e quindi non valgono le leggi vigenti in ciò che chiamiamo realtà.

I guerrieri imparano però ad eseguire due manovre fondamentali: provocare movimenti volontari del punto di unione e controllare i movimenti spontanei che si verificano durante il sognare. Queste due manovre sono fondamentali per incrementare lo stato della consapevolezza in modo lucido e coerente.

Sono le manovre che corrispondono alle due arti principali del Nagualismo: l’arte dell’agguato e quella del sogno. Nel primo caso il guerriero manipola e dirige direttamente il movimento del punto di unione, lo provoca intervenendo sul contesto sociale che, invece, ne determinerebbe usualmente l’immobilità.

Nel secondo caso il guerriero aspetta il movimento spontaneo del punto di unione per poi intervenire su di esso e controllarlo sfruttando le aree di elevata disponibilità energetica.

Per raggiungere la capacità di manipolare in questo modo il punto di unione c’è una sola strada: incrementare la propria consapevolezza. I sistemi pratici per ottenere tale risultato sono molti, però non tutti risultano ugualmente validi. Dal punto di vista dei Toltechi hanno valore pratico solo quelli che si basano sul principio dell’integrità energetica.

Quindi quali sono i metodi prediletti dai guerrieri Toltechi? Intanto consideriamo una prima regola: la consapevolezza di un guerriero tolteco ha continuità, non è soggetta ad alti e bassi. Questa continuità non viene meno neanche nel passaggio dalla veglia al sogno. Normalmente noi diamo diverso valore a momenti diversi della nostra esistenza, delle nostre giornate. Quando c’è qualcosa che consideriamo più importante, allora, vi prestiamo maggiore attenzione (ma raramente di una certa intensità), altrimenti ci lasciamo perdere nella riconferma del solito dialogo interno.

C’è poi un’altra questione: considerando importanti solo aspetti puntiformi della realtà che ci circonda, noi tendiamo a concentrarci esclusivamente su alcuni dettagli del mondo. In questo modo la nostra attenzione si fissa ossessivamente su delle minuzie perdendo invece totalmente di vista ogni altra cosa che avviene intorno a noi. Un guerriero modifica questo stato allenando le propria attenzione ad abbracciare tutti gli aspetti della realtà; ogni particolare è importante perchè tutto racconta segreti, ma noi non sappiamo da dove arriverà questa conoscenza.

Noi siamo stati addestrati a creare scale di valori, ma queste sono del tutto arbitrarie, si basano su una visione del mondo così limitata da escluderci ogni possibile novità. Selezioniamo la direzione dell’attenzione fino a usarla solo per confermare lo stato delle cose, escludendo tutto ciò che ci spingerebbe al vero cambiamento; cioè a disporre di nuova energia.

A causa di tutto quanto detto una chiave fondamentale sia per l’agguato che per il sogno è la perdita delle abitudini. Nell’agguato serve a indurre nuovi comportamenti, specie di carattere interiore, mentre nel sognare interrompe le correnti energetiche predeterminate, consentendo di raggiungere l’attenzione del sogno.

Sconfiggere le abitudini richiede una vigilanza continua, che permetta di modificare la direzione dell’attenzione al momento opportuno. Questo riguarda specialmente le abitudini interiori, cioè quei cicli pensiero-sentimenti-azioni, che si ripropongono continuamente caratterizzando la nostra individualità.

L’insieme dei nostri simili in effetti ci ha convinto (o noi ci siamo lasciati convincere) che sia necessario disporre di caratteristiche personali tipiche e riconoscibili, che ci rendano prevedibili e non ci permettano mai di superare una certa soglia di difformità rispetto alle aspettative sociali. Questo ci dà sicurezza gli uni con gli altri, vincolandoci in una ragnatela mortale.

Dico mortale non a caso, dato che la rete sociale rappresenta uno dei più efficaci sistemi per impedire l’intensificazione della nostra consapevolezza.

I guerrieri, attraverso la pratica dell’agguato, la consapevolezza della realtà come posizione del sogno e la chiara visione della concretezza dell’intento in contrasto con la follia umana, raggiungono un punto di equilibrio che permette al contempo la totale partecipazione ed estraneità alla socialità. Questo produce uno stato di continua intensificazione della consapevolezza, dato che consente di ricanalizzare in modo sobrio la disponibilità energetica altrimenti dispersa negli atti sociali. Quindi un guerriero passa del tutto inosservato, non è mai una persona che si nota per le sue stranezze…..essere originali non significa ricanalizzare l’energia, ma solo avere trovato un altro modo per concentrarla sull’immagine di se stessi.

E questo infatti è un altro punto chiave: la ricanalizzazione dell’attenzione a se stessi.

Negli esseri umani avviene un fenomeno particolare. In tutti gli esseri viventi i campi energetici interni all’essere stesso si orientano allineandosi con quelli esterni che compongono l’universo. Negli esseri umani invece i campi di energia interni si ritorcono finendo per riflettere se stessi.

Questo provoca nell’uomo un isolamento e un’attenzione egocentrica patologica che consuma la totalità delle sue possibilità. Non facciamo altro che riflettere su noi stessi, ogni momento, per tutta la vita, finchè, un giorno, questo bellissimo mondo svanisce senza che noi ci siamo neanche resi conto della fortuna di essere vivi.

Questo è in effetti, solitamente, il punto di partenza di tutto il lavoro dei Toltechi. Le tecniche base più semplici riguardano la maestria della consapevolezza, cioè la capacità di modificare volontariamente lo stato della percezione ordinaria con precise finalità. Il lavoro iniziale consiste nel portare l’apprendista a spostare le propria attenzione da se stesso a ciò che lo circonda; questo semplice atto produce già un incremento di consapevolezza sufficiente a mettere in moto ulteriori possibilità. Almeno quella di godere della meraviglia che ci circonda.

5 pensieri su “INTENSIFICARE LA CONSAPEVOLEZZA (apparso su Bioguida)

  1. Yag dice:

    Non avendo trovato un posto adeguato scrivo in calce a questo articolo.
    Un paio di gioni fa ho visto il video: Il movimento in parallelo del punto di unione.
    Questa primavera mi esercitavo a contemplare sulla riva di un ruscello. Ero seduto in una posizione abbastanza alta rispetto all’acqua, (Un piccolo ramo di acqua piuttosto calma) e contemplavo un sasso sulla sponda opposta. L’acqua rimaneva al di sotto della mio visione oculare.
    Mi concentravo sopratutto sul rumore che il ruscello stava facendo scorrendo sui sassi. In effetti era doppio si sentiva quello alla mia destra rivolto verso la sorgente e quello alla mia sinistra.
    Dopo alcuni giorni mi succedeva di “addormentarmi” ovvero vedevo dei luoghi, o delle persone, o degli oggetti ecc. A volte c’erano pure delle spiegazioni che al momento sembravano chiare ma quando mi “svegliavo” non lo erano affatto. Questi “sogni” avevano tutti una durata di circa 20 minuti e poi sparivano.
    Non ero veramente addormentato perchè potevo sentire il rumore del ruscello e il sasso sotto il sedere.
    Ora la cosa che vorrei chiedere: è possibile fare l’esercizio che proponi di giorno senza l’aiuto del buio?

    • Marco Baston dice:

      Certamente, si può fare in tanti modi. La notte può servire, in genere, per aiutare perchè nasconde la realtà come la conosciamo e perchè diventa un vero e proprio veicolo per la percezione, specie se riusciamo a fonderci con essa, ma nulla esclude che si possa fare in ogni momento. Dipende molto anche dalla persona che lo fa.

  2. Fabio dice:

    Io sto perdendo l’energia accumulata
    e come coincidenza vedo luci strani come se fossero percezioni di altri mondi ma mondi nel senso di eventi che appartengono ad altre persone
    ora per riprendere l’energia devo osservare queste percezioni? Perchè non riesco più ad accrescere l’Intento

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